mercoledì 29 febbraio 2012

La scrittura, per me. La scrittura, per voi?


Io non è che ci abbia mai pensato tanto a che cosa rappresenta per me la scrittura io semplicemente avevo sempre una penna un pennarello (dalle mie parte si diceva lampostil non so come si scrive nel modo giusto né da dove arrivi questo nome) una matita e fin da bambino la trovavo una cosa naturale un terminale delle mie dita come una specie di uncino per il Capitan Uncino solo che io potevo scegliere se avere o no il mio uncino scrivente ma tanto era uguale perché io sceglievo sempre di sì però una cosa ecco una cosa la vorrei dire sulla scrittura che io più che uno scrittore mi considero un uomo di confine un confinato un confinante un equilibrista ecco che sembra più poetico se dico che mi sento un equilibrista io ho sempre fatto fatica ad adattarmi alle gabbie ai recinti alle divisioni e alle sottodivisioni per me scrivere è la stessa cosa che disegnare o colorare o dipingere mi piace anche fare tutte queste cose insieme per esempio mi piacciono i geroglifici egiziani perché sono sia scrittura che disegno e per la stessa ragione mi piacciono i caratteri giapponesi (ma odio chi si fa i tatuaggi coi caratteri giapponesi) anche se capisco che la mia idea di carattere che allo stesso tempo è un disegno è già una distorsione tutta occidentale oppure per un certo periodo ho seguito i writers i graffitari insomma perché mi sembrava una ricerca interessante quella di spingere la scrittura a diventare illustrazione di sé sino a trasfigurarla poi però alle volte lo ammetto mi sembravano esercizi di stile un po’ fini a se stessi e anche i fumetti per un po’ mi hanno interessato molto per la stessa capacità di unire parole e immagini però anche loro gira e rigira sono ingabbiati non sono liquidi fluidi liberi di andare di qui e di là sono rigidi dentro a schemi rigidi e salvo alcune eccezioni la parola resta parola e l’immagine resta immagine invece io ecco io sogno un oggetto a metà di tutto indefinibile dove le parole poi dopo un po’ diventano illustrazioni e odori magari ecco sì mi piace l’odore della carta ma immagino che sarebbe bello se una volta aprendo una pagina potesse sapere di muffa magari perché il protagonista è tenuto prigioniero in una cantina insomma è anche vero che forse così i puristi direbbero che è tutto troppo facile come il cinema 3d come il barocco come gli effetti speciali nella vecchia pubblicità della Telefunken però delle volte io penso che ci autolimitiamo dicendo io sono uno scrittore io un pilota io un gatto ecco secondo me il libro della contemporaneità sarebbe un non libro sarebbe il disordine liquefatto il contrario della gerarchizzazione perfetta della Divina Commedia per capirci una volta uno scrittore mi ha detto quella cosa che la scrittura è un’arte fisica che sembra un paradosso ma è così che alla fine è magia esattamente come quella dei libri di maghi che uno scrittore bravo infila le parole nella formula giusta e se vuole farti venire un brivido ti fa venire un brivido che provi davvero con tutto il corpo i peli la pelle lo stomaco che se vuole farti mettere nella condizione di paura ti riesce a far provare paura semplicemente mescolando ben bene le parole nel suo calderone da stregone quindi non lo so forse lui non sarebbe d’accordo con me forse direbbe che è troppo facile far provare paura a un tizio se mentre legge oltre alle parole c’è l’odore di zolfo e una musica da film horror però è anche vero che non è esattamente questo quello che intendo ma qualcosa di più decostruito ancora dove le parole dopo un po’ DIVENTANO suoni e DIVENTANO illustrazioni ancora non lo so come ma penso che gli ebook piano piano potrebbero aiutarci a esplorare nuove vie di scrittura e lettura contaminate ecco la parola contaminazione va un po’ di moda e se la dico forse nessuno pensa che io sia da rinchiudere no non mettetemi la camicia di forza già mi sta stretta la camicia a righe io di camicie ne ho pochissime mi piacciono le t-shirt larghe anzi le magliette che già dire t-shirt me le fa sembrare più antipatiche poi c’è quell’altra cosa della trama ecco a costruir trame non credo di essere molto portato mi piacciono le ammiro le guardo come se fossero delle donne splendide come delle attrici con cui per caso una sera ti ritrovi alla stessa festa e non ti sembra possibile che tu sei lì proprio con quell’attrice che avevi visto in tv ecco quando m’imbatto in una trama congegnata in modo perfetto e sorprendente e monumentale io provo dell’invidia sana di quella che ti fa essere contento che l’essere umano riesca a fare anche delle cose così, a costruire con le parole come se costruisse una cattedrale ecco io mi sento troppo pigro troppo jazz troppo scoordinato per costruire questo tipo di monumenti ma non è che le disprezzi tutt’altro vorrei riuscirci un giorno magari a costruire qualcosa di così magnifico e solido e antisismico che oggi bisogna fare tutto a norme antisismiche anche i libri io per ora quando scrivo mi sento più come un bambino con le mani tremolanti e il fiato sospeso che cerca di infilare una nuova carta nel suo castello di carte e che solo strada facendo scopre i vari come e i vari se e sa che si rischia e il bello è quello magari tutto potrebbe crollare e infatti finora i miei tentativi di scrivere pezzi più lunghi di dieci pagine sono sempre crollati.

martedì 28 febbraio 2012

Le phonomorfosi del professor Moults.

In questi giorni mi è ricapitato tra le mani un audioracconto di un paio d'anni fa.
Date un occhio se vi va. Più che altro un orecchio, a dire il vero.



domenica 12 febbraio 2012

Costruire con le parole - Collaborazione con Tik.farm per Comparto W





In questi mesi, tra gli altri progetti, ho collaborato con Tik.farm alla realizzazione di materiali di comunicazione per il Comparto W, un nuovo complesso residenziale della mia città. Sono stato coinvolto su più fronti: sviluppo testi per il catalogo, ideazione dei soggetti video, realizzati in collaborazione con Andrea Calderone, e creazione delle sceneggiature accompagnate da piccole narrazioni, per alcune tavole disegnate da Stefano Landini. Ne metto qui tre, per il momento.

Vivere il parco – Un pensiero nel vento
Una brezza leggera accarezza l’erba del parco e si insinua tra le chiome degli alberi. È una splendida domenica di maggio e a Francesca sembra quasi di volare, mentre l’aria frizzante della primavera le sfiora il viso e le scompiglia i capelli. Mentre dondola sull’altalena ridendo di gioia, sorvegliata a pochi passi di distanza dall’occhio vigile del nonno, osserva i due ragazzi che corrono sul sentiero e per un attimo si immagina già adulta. Quando sarò grande, dice tra sé e sé, correrò forte come loro e anche di più, supererò anche il vento!

Vivere il lago – Le note della notte
“Adesso puoi aprire gli occhi” dice Marco. Anna osserva la luna piena riflessa sulla superficie increspata del lago: sembra quasi di poterla toccare. “Vorrei che questa fosse la nostra canzone” dice Marco. “Quale?” risponde lei. “Ascolta: l’acqua accarezzata dal vento, il canto dei grilli in lontananza, il fruscio delle foglie… è un’intera orchestra che sta suonando per noi”. E per un istante, ad Anna sembra quasi di vederla, là sull’anfiteatro, una piccola orchestra privata che suona solo per loro. E pensa che questa è certamente la loro canzone."

Vivere i servizi (farmacia e asilo) - qualcosa in comune
"Questa mattina Gaia non vede l’ora di andare all’asilo, perché – come dice lei- “devono fare un gioco bellissimo dove ci si sporca le mani di colore e poi si lasciano impronte sul muro”. Per fortuna l’asilo è proprio sotto casa. Mentre sua mamma, Serena, l’accompagna, si sente chiamare da una voce. È Cristina , l’amica di sempre, che sta uscendo proprio ora dalla farmacia lì accanto, con il suo bebè nel passeggino. “Ciao Gaia!” dice la donna “stai andando all’asilo?” “Sì” dice la bimba “lo sai che tra un po’ avrò anche un fratellino? Così potrò giocare anche con lui. Vedi la pancia della mia mamma? Presto da lì nascerà il mio fratellino nuovo!” Le due giovani madri si sorridono di complicità, poi Cristina sussurra qualcosa, rivolgendosi un po’ all’amica, un po’ a Gaia: “Lo sapete? Sembra proprio che presto anche il mio piccolo Marco avrà un fratellino o una sorellina…”

sabato 11 febbraio 2012

NarrantiErranti su Glamour


Il laboratorio di micro-narrazione NarrantiErranti, segnalato sulla pagina facebook ufficiale del magazine Glamour. E noi erranti della narrazione, continuiamo a esplorare percorsi in cerca di storie da raccontare.



mercoledì 8 febbraio 2012

Lefty su Look Lateral.

Lefty, il mio fumetto fatto con la mano sinistra, sul numero 2 di Look Lateral, rivista di arte, design, storie e luoghi. Sulla pagina di sinistra naturalmente. Ma anche su quella di destra. Non ingrandite troppo le fotografie. Anche quelle le ho fatte con la mano sinistra.









Narranti Erranti su Radio Bari Città Futura. Oggi ore 17.30



Oggi su Radio Bari Città Futura va in onda un'intervista dove si racconta del progetto NarrantiErranti.
Se per ragioni geografiche non ricevete il segnale,  collegatevi al sito, sezione streaming: potete sentirla online.
Sarà disponibile anche il podcast.